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Notizie
10 gennaio 2007
ENERGIA, RAPPORTO UE
Italia ultima sulle rinnovabili.
Sulle energie rinnovabili, l'Italia è l'ultima d'Europa. È quanto sostiene una anticipazione, fornita dal Wwf, del rapporto sulle rinnovabili che sarà presentato domani a Bruxelles, nell'ambito del piano su energia e ambiente, dal presidente della commissione Ue Barroso.
Dal 1997 ad oggi in Italia il contributo delle energie rinnovabili è diminuito, passando dal 16% del 1997 al 15,3% di oggi. L'Italia è tra i paesi maggiormente lontani dall' obiettivo nazionale del 25% di quota da rinnovabili sul totale del consumo energetico. Dati, afferma il Wwf, confermati anche dal rapporto sul 2005 del Ministero dello sviluppo economico, e dai i dati provvisori d'esercizio di Terna relativi al 2006. "Accanto ai dati sulla situazione italiana compariranno due faccine che piangono, a differenza di quanto avverrà per Danimarca, Germania, Ungheria, Finlandia, Irlanda, Lussemburgo, Spagna e Olanda, la cui situazione -dice il Wwf- viene giudicata molto o abbastanza positivamente. Altri Paesi nei quali la situazione delle rinnovabili è invece giudicata negativamente, sono Austria, Cipro, Estonia, Francia, Lettonia, Malta e Slovacchia. "In tutti questi anni, nonostante i miliardi spesi con le incentivazioni, afferma il Wwf, i risultati non si sono fatti vedere, mentre gli altri paesi sono andati avanti a passi da gigante. Il dato sulle fonti rinnovabili non fa che confermare che l' Italia non si è per niente attrezzata per rispettare il protocollo di Kyoto e combattere i mutamenti climatici. Non solo, l'inazione sulle fonti rinnovabili non fa che aumentare la dipendenza energetica dall'estero". Come si è arrivati a tale situazione? "I meccanismi d' incentivazione per le energie rinnovabili -dice il Wwf- hanno ben altre finalità di un virtuoso sviluppo del settore. Il programma CIP6, pagato dai consumatori in bolletta per finanziare le energie rinnovabili, per il 70% incentiva normali centrali di generazione con combustibili fossili o rifiuti. Il meccanismo dei certificati verdi, anziché essere un virtuoso sistema di mercato, oggi è una nicchia di privilegi privo di obbiettivi di sviluppo delle rinnovabili. La quota d'obbligo di certificati verdi non viene aggiornata a volumi necessari per promuovere l' Italia dalla posizione degli ultimi della classe. E l' aggiornamento non avverrà mai ai livelli auspicati dall'Europa, poichè il meccanismo dei certificati verdi incorpora innumerevoli privilegi ed esenzioni.In pratica solo il 50% della produzione ed importazione di energia elettrica paga l'obbligo dei certificati. È come se si volesse riparare il debito pubblico esentando la metà della popolazione italiana dal pagamento delle tasse". "Occorre una seria strategia e, soprattutto, pratica per attuare davvero il protocollo di Kyoto e prepararsi a ulteriori riduzioni di emissioni. Sulle rinnovabili, come sul resto, non si può più mantenere la situazione preesistente, correggendo qui e là, senza riformare il settore per metterlo al pari degli altri paesi europei". Fonte: AnsaAmbiente.it
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