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22 luglio 2006
PECORARO BACCHETTA ENI ED ENEL
«Se in Italia il costo energetico è alto la colpa è anche loro, dovrebbero investire gli utili sulle rinnovabili».
Il ministro boccia anche rigassificatori e inceneritori: «Insieme al carbone allontanano da Kyoto».

«Il costo energetico é alto anche perché la politica energetica del Paese non la possono fare Eni e Enel. L' Enel, tra l' altro, anche nel 2005, ha realizzato 5 miliardi di utili e potrebbe impegnarne una parte per investire sulle energie rinnovabili». Lo ha detto il ministro all'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio intervenendo al meeting di San Rossore della Regione Toscana. Per il ministro, inoltre, l'Eni «dovrebbe essere chiamata Ente nazionale per l'innovazione e non idrocarburi». Nel suo intervento, il ministro ha poi ribadito il no ai rigassificaficatori e inceneritori, ma soprattutto la necessità che all'Italia, «finalmente, venga dato un piano energetico nazionale, all'interno del quale - ha aggiunto - si devono inserire i piani regionali».

Per Pecoraro Scanio, inoltre, puntare sui rigassificatori e inceneritori significa «non essere coerenti con il protocollo di Kyoto», così come, «e questo andrebbe spiegato anche a qualche mio collega ministro, non è positivo pensare al carbone che, capisco, è più economico, ma con Kyoto non c'entra niente». A proposito del programma di governo, il ministro ha ricordato che nell'ultimo Dpef è stata inserita una frase dove, «per la prima volta, si invita a dire basta alla domanda di energia. Ciò significa che per essere coerenti bisogna ridurre produzione e consumo».

Poi, rivolgendosi a Beppe Grillo che era in sala ha annunciato di aver chiesto all'Agenzia europea sull'energia, «di contattarlo e di analizzare con lui il problema delle nanopolveri». Una svolta, secondo il ministro, potrà venire anche dal nuovo Piano europeo sui rifiuti «che sarà pronto a fine anno», dal piano energetico nazionale e, ha concluso tra gli applausi dei rappresentanti dei vari comitati ambientalisti, «da una partecipazione popolare al confronto».

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