6 febbraio 2002 IL TRASPORTO DEI RIFIUTI PERICOLOSI nell'ADR (Accord Dangereuses par Route) di Luca D'Alessandris - Consulente problematiche ambientali - RIFIUTI - Consulente per la sicurezza trasporto merci e rifiuti pericolosi - ADR - Cert. Ministero dei Trasporti/Dip. Roma n. 19/2001 del 10.05.2001 Via Ortello, 1 - 03019 SUPINO (FR) aderente all'Associazione Nazionale Esperti Ambientali (A.N.E.A.) L'accordo europeo relativo ai trasporti internazionali di merci pericolose su strada, firmato a Ginevra nel 1957 viene ratificato dall'Italia nell'Agosto del 1962 (Legge 1839), il recepimento delle Direttive Comunitarie si ha con il Dm 04.09.1996, ultimamente abrogato (salvi gli allegati) con Decreto del 03 Maggio 2001 a recepimento della Direttiva Comunitaria 2000/61/CE .
Non è di semplice soluzione la riconducibilità alle norme ADR e l'applicazione delle stesse ai rifiuti pericolosi così come disposto dal Dlgs 22/97 all'art. 15 comma 3: Durante la raccolta ed il trasporto i rifiuti pericolosi devono essere imballati ed etichettati in conformità alle norme vigenti in materia .
I rifiuti secondo quanto disposto dal Dlgs 22/97, possono essere classificati come pericolosi per il trasporto se contengono quantità congrue di materie pericolose tali da determinare uno o più rischi riconducibili a una qualunque delle tredici classi ADR.
Con la circolare 23.05.1995 n 89 Min.Trasporti veniva espressa la prima definizone di rifiuto pericoloso ai fini del trasporto: quelle materie, soluzioni, miscele od oggetti che non possono essere usati direttamente così come sono, ma che sono trasportati per essere trattati, smaltiti, o eliminati per incenerimento o con altro mezzo; tali rifiuti vengono classificati in relazione alla pericolosità posseduta ed assimilati alle materie pericolose corrispondenti. Quanto asserito nella circolare sopra citata è stato confermato dall'All. A delle norme ADR nei marginali 2000 e 2002.
Le modalità di trasporto sono pertanto le stesse delle materie pericolose a cui detti rifiuti vengono assimilati; anche se ad una buona parte dei rifiuti pericolosi, presentandosi sotto forma di miscele, viene assegnata la Classe 9 (materie ed oggetti pericolosi diversi).
Al produttore ricade la responsabilità della classificazione del rifiuto compreso la classificazione di pericolosità, è importante assegnare ad esso (rifiuto) il corretto numero ONU, perché la contemporanea presenza di diverse tipologie di sostanze utilizzate nel processo produttivo, dal quale ne è scaturito la produzione del rifiuto, possono dare origine a rifiuti pericolosi non facilmente riconducibili nelle caratteristiche di cui all'All. A delle norme ADR, con caratteristiche di pericolosità sconosciute alle stesse norme ADR; è necessario pertanto effettuare test sperimentali per la valutazione delle proprietà chimico-fisiche del rifiuto come previsto dal " Manuale delle prove e dei criteri" ONU, per valutarne la corrosività su acciaio ed alluminio, punto di infiammabilità, comburenza, ecc.; tale classificazione deve essere ripetuta periodicamente o col variare del processo produttivo.
Sono rifiuti pericolosi quelli elencati nella Decisione della Commissione CE n 2000/532/CE del 3/5/2000 come modificata dalla Decisione della Commissione del 16/1/2001 n 2001/118/CE e ancora dalla Decisione della Commissione del 22/01/2001 n 2001/119/CE, lo sono se presentano un asterisco (esempio 16 08 02* ) e che presentano una o più caratteristiche di pericolosità ivi elencate (art.2), gli Stati membri possono, sulla base di riscontri analitici documentati dal detentore, decidere che un determinato tipo di rifiuto non presenta alcuna delle caratteristiche di pericolosità elencate e pertanto non assoggetato alla normativa dei rifiuti pericolosi, decisione che comunque va comunicata alla Commissione CE, che provvede ove lo ritiene opportuno alla modifica dell'elenco dei rifiuti pericolosi e non.
L'elenco di cui sopra sarebbe dovuto entrare in vigore il 1 gennaio 2002, ma il mancato recepimento della decisione nei termini (da parte dello Stato Italiano), ha posticipato di fatto l'entrata in vigore dei nuovi codici rifiuto, aumentati in numero di circa 200, la maggior parte di essi pericolosi.
La presenza all'art.2 della decisione CE delle caratteristiche di pericolosità in riferimento ai codici da H3 a H8 e ai codici H10 e H11, ha determinato la pericolosità certa dei rifiuti che presentano la caratteristica di pericolosità H1 (esplosivo), H2 (comburente), H9 (infettivo), H12 (sostanze che a contatto con l'acqua, l'aria o un acido sprigionano gas tossici), H13, H14 (ecotossico); mentre per le altre, la pericolosità si ha qualora vengano raggiunte o superate le percentuali di concentrazione indicate con le rispettive frasi di rischio.
Va ricordata l'abrogazione dell'All.D al Dlgs 22/97 (Decreto Ronchi) che riportava l'elenco dei rifiuti pericolosi, la cui appartenenza (di una sostanza o prodotto che soddisfi la definizione di rifiuto) classificava tale sostanza o prodotto "rifiuto pericoloso" le cui caratteristiche di pericolosità erano elencate nell'allegato II del DM 141/98, senza dover determinare la presenza o meno di una sostanza pericolosa (identificarla e determinarne la percentuale di concentrazione della sostanza considerata pericolosa), così come attualmente "dovrebbe" verificarsi.
Accertata la pericolosità o meno del rifiuto, al produttore incombe l'onere di :
- Utilizzo di imballaggi o GIR con la idonea marcatura ONU e preventiva verifica della integrità fisica dell'imballaggio stesso, presenza di rivestimenti appropriati alle caratteristiche chimiche delle sostanze che andranno a contenere, mancanza di corrosione o atri segni di indebolimento della struttura, tenuta stagna per rifiuti allo stato liquido, grado di riempimento secondo i marginali 3500 e 3601: è necessario lasciare un margime di riempimento sufficiente a garantire la dilatazione termica del contenuto alle temperature che si possono raggiungere durante il trasporto.
- Etichettatura degli imballaggi o GIR previsti dalle norme ADR e dalle norme nazionali attuative delle diverse direttive Europee, indicando la ditta produttrice, le classi di pericolo, ordinale, Kemler, ONU, precauzioni con frasi di prudenza e di pericolo.
- Redazione del Formulario di identificazione Rifiuto, annotando quanto riportato delle etichette, ed il numero di imballaggi, la tipologia, con relativo codice di marcatura ONU (marginali 3514 e 3614), la quantità totale del rifiuto trasportato, va pertanto integrata di tutti quei dati previsti per il D.D.T di cui al Marg. 2002 ADR ovvero: nome della sostanza in prevalenza presente nella miscelanea (qualora trattasi di rifiuto), numero ONU (numero internazionale di identificazione della materia), la classe, l'ordinale, e lettera (eventuale), le iniziali ADR/RID, il numero e la descrizione dei colli o GIR;
- deve inoltre essere riportata (anche a parte) una dichiarazione attestante: che il rifiuto o merce è stata correttamente classificata ed è ammessa al trasporto stradale secondo le disposizioni dell'ADR e che il suo stato, il suo condizionamento, l'imballaggio come pure l'etichettatura sono conformi alle prescrizioni dell'ADR e della normativa nazionale vigente.
- Fornitura delle istruzioni di sicurezza per il rifiuto consegnato, redatta secondo le disposizioni del nuovo marginale 10385 edizione 1999 dell'ADR:
Spesso le istruzioni di sicurezza sono fornite direttamente dal trasportatore, per agevolare il cliente/produttore, per accellerare i tempi di ritiro e trasporto, questo potrebbe causare in caso di incidente, la mancata applicazione delle esatte norme di pronto intervento, in quanto sono sconosciute le caratteristiche di pericolo del rifiuto o sostanze pericolose che si trasportano, caratteristiche che solo il produttore conosce e che dovrebbe mettere a disposizione del trasportatore, redatte unitamente alla scheda di istruzioni di sicurezza per il trasporto.
Tali schede dovranno rispondere alle caratteristiche standard delle raccomandazioni CEFIC (Consiglio Europeo delle Federazioni delle Industrie Chimiche) e redatte nella lingua compresa dal conducente e nelle lingue di origine, di transito e destinazione del rifiuto pericoloso .
Nelle schede di sicurezza dovranno essere specificate :
- La denominazione della merce o del gruppo di merci (in tal caso la tipologia e caratteristiche del rifiuto pericoloso, miscelanea di sostanze pericolose), la classe, il numero ONU, ordinale e lettera;
- La natura del pericolo che presentano le materie/rifiuti pericolosi trasportati, le misure precauzionali che l'autista e successivi manipolatori dovranno intraprendere, ovvero i mezzi di protezione individuale da utilizzare elencate nelle frasi di prudenza contrassegnate nella normativa ADR con la lettera S;
- Le misure da intraprendere in caso di incidente ovvero avvertire gli organi di polizia e di soccorso con i relativi nr di telefono, avvertire gli utenti della strada, segnalando e delimitando il più possibile l'area contaminata;
- Le misure da pendere per evitare incidenti e modalità di trasporto e manipolazione in caso siano contenuti in fusti o imballi GIR o colli ecc.
- Le modalità di soccorso medico immediato per eventuali feriti, venuti a contatto con le sostanze;
Sono esentati dalle istruzioni di sicurezza i trasporti in colli rispondenti ai limiti quantitativi di massa trasportata di cui al Marg, 10011 ADR (esenzione parziale) e Marg. 10010 ADR (esenzione totale).
In merito alle esenzioni va ricordato che, qualora vengono trasportati una quantità limitata di rifiuti pericolosi, limiti disciplinati dal Marg. 10010 e 10011, si ha l'esenzione totale o parziale dalla applicazione della normativa ADR al trasporto di tali rifiuti pericolosi.
Di seguito si riporta il marginale 10011 schematizzato per semplicità di apprensione.
L'automezzo dovrà apporre le etichette ed i cartelli di cui al marginale 10500 e XX500 di ogni classe , indicanti le classe, il numero ONU, il numero Kemler (numero di pericolo); quast'ultimo è indicativo della maggiore pericolosità della materia/sostanza trasportata, va apposta nella metà superiore del cartello (dimensione 40 x 30 cm), sono formati in modo tale da non riportare altro che il numero di classe di pericolosità in forme diverse a seconda della pericolosità maggiore attribuita dal marginale 250000 (1) e (2) ovvero:
- Infiammabilità di materie liquide (vapori ) e gas o materia liquida autoriscaldante
- Infiammabilità di materie solide o materia solida autoriscaldante
- Emanazione gas risultanti da una pressione o da una reazione chimica
- Comburenza (favorisce l'incendio)
- Tossicità o pericolo di infezione
- Radioattività
- Corrosività
- Pericolo di violenta reazione spontanea ( ovvero di esplosione, di disgregazione, o di una reazione di polimerizzazione in a uno sviluppo di calore considerevole o di gas infiammabili e/o di tossici
Il raddoppio di una cifra indica una intensificazione del pericolo afferente, ovvero:
33 materia liquida molto infiammabile; 333 materia liquida piroforica 22 gas rifrigerato 66 materia molto tossica ecc.
Quando il pericolo di una materia è sufficientemente indicabile con una sola cifra , dovrà seguire uno 0 (zero ) ovvero:Se la cifra è preceduta da una X, questa indica che reagisce pericolosamente con l'acqua, per tali materie l'acqua può essere utilizzata (anche in caso di incidente) solo con l'approvazione di esperti (1).
30 materia liquida molto infiammabile ( p.i. inferiore a 21°C)
50 materia comburente Ci sono inoltre combinazioni di pericolosità indicate sempre nel marginale 250000 che hanno significato speciale:
Sempre al marginale 250000 Tabella I vengono riportate per ogni singola materia o oggetto, il numero di identificazione ONU, il numero di pericolo Kemler, la classe ed ordinale, le etichette da apporre in caso di trasporto: esempio (piccolo estratto):
382 materia liquida infiammabile, corrosiva, reagisce con l'acqua emettendo gas infiammabili 885 materia molto corrosiva e comburente
723 gas radioattivo infiammabile 90 materie pericolose nei riguardi dell'ambiente, materie pericolose diverse Alla tabella II viene riportata la lista delle rubriche collettive o delle rubriche n.a.s. che non sono elencate nella tabella I o che non cadono sotto una rubrica collettiva ripresa nella stessa tabella I, raggruppate per classi di appartenenza.
Materie
Classe ordinale enumerazione
Numero Kemler
Numero ONU
Etichette
Acido solforoso
8 , 1°b)
80
1833
8
Crotonato di etile
3 , 3°b)
33
1862
3
Dimetildiclorosilano
3 , 21°b)
X338
1162
3+8
Diossido di Piombo
5.1 , 29°c)
56
1872
5.1+6.1
Emiossido di azoto
2 , 7°a)
225
2201
2+05
Etilene
2, 5° b)
23
1962
3
Pitture
3 , 5° a) b) c)
33
1263
3
Tornitura di ferro,residui
4.2, 16 °c)
40
1376
4.2
Alla Tabella III vengono riportate tutte le rubriche delle Tabelle I e II ordinate in base al numero di identificazione della materia stessa. Questo è indispensabile qualora si conosce il numero ONU e non la relativa materia o oggetto.
esempio (piccolo estratto):
Munero ONU
Materia
Numero Kemler
Etichette
Classe ordinale
1002
Aria compressa
20
2
2, 2°c)
1013
Diossido di carbonio
20
2
2, 5° a)
1401
Calcio
423
4.3
4.3 , 11°b)
1498
Nitrato di sodio
50
5.1
5.1, 22°c)
1789
Acido cloridrico
80
8
8 , 5°b) e c)
2811
Solido organico tossico n.a.s.
66
60
6.1 6.1
6.1 , 25°a) 6.1 , 25° b) c)
Marginale 10011
Categoria di trasporto Materie o articoli Quantità massima totale per unità di trasporto (1) 0
Classe 1 : 1°, 11°, 12°, 24°, 25°, 33°, 34°, 44°, 45°, 51° Classe 4.2 : Materie che figurano sotto a) o che appartengono al gruppo di imballaggi I delle raccomandazioni relative al trasporto delle meci pericolose Classe 4.3 : 1°> 3° e 19° > 25° Classe 6.1 : 1° e 2° Classe 6.2 : 1 e 2° Materie del Marg. 2704, schede 5>13 Classe 9 : 2°b) e 3° Inoltre sono compresi gli imballaggi vuoti non puliti che hanno contenuto materie che figurano in questa categoria di trasporto. 0
1
Materie e oggetti che figurano sotto a) o che appartengono al gruppo di imballaggi I delle raccomandazioni relative al trasporto delle merci pericolose e che non figurano nella categoria di trasporto 0 , oltre che le materie e gli oggetti delle classi, ordinali o gruppi di lettere riportate di seguito. Classe 1 : 1° > 10°(2) , 13° > 23° , 26° , 27° , 29° , 30° > 32° Classe 2 : T , TC (2) , TO , TF , TOC , TFC Classe 4.1 : 31°b) > 34° b) e 41° b) > 50° b) Classe 5.2 : 1° b) > 4°b) e 11°b) > 20°b) 20
(x50)
2
Materie e oggetti che figurano sotto b) o che appartengono al gruppo di imballaggi II delle raccomandazioni relative al trasporto di merci pericolose e che non figurano nelle categorie di trasporto 0,1 o 4 , oltre che le materie e gli oggetti delle classi, ordinali o gruppi di lettere riportate di seguito. Classe 1: 35° > 43° , 48°(2) e 50° Classe 2 : F Classe 6.1 : Materie o oggetti che figurano sotto C) Classe 6.2 : 3° 300
(x3)
3
Materie o oggetti che figurano sotto C) o che appartengono al gruppo di imballaggi III delle raccomandazioni relative al trasporto di merci pericolose e che non figurano nelle categorie di trasporto 2 o 4, oltre che le materie e gli oggetti delle classi, ordinali o gruppi di lettere riportate di seguito. Classe 2 : A e O Classe 9 : 6° e 7° 1000
(x1)
4
Classe 1: 46° e 47° Classe 4.1 : 1° b) e 2° c) Classe 4.2 : 1°c) Classe 7 : Materie del marginale 2704 , schede 1 > 4 Classe 9 : 8° c) Inoltre : Imballaggi vuoti non puliti che hanno contenuto materie pericolose a eccezione di quelle che figurano nella categoria di trasporto 0 Illimitata
(1) La quantità è espressa in: Kg peso lorgo per gli oggetti; Kg peso netto per esplosivi classe 1, per solidi, per gas liquefatti e gas disciolti; litri di capacità nominale del recipiente per liquidi e per gas compressi. In caso di trasporto di materie o oggetti di diverse categorie, la quantità massima trasportabile è data, dalla quantità per singola categoria moltiplicata per il moltiplicatore sopra indicato tra parentesi: categoria 1 x 50, categoria 2 x 3 .cat. 3 x 1. (2) Per gli ONU un 0081, 0082, 0084, 0241, 0331, 0332, 0482, 1005, 1017 (classe 2) la quantità massima totale per unità di trasporto è di 50 Kg.
Esempio di istruzione di sicurezza (Fonte CEFIC)
SOLIDI INFIAMMABILI ORGANICI/INORGANICI, CORROSIVI, E LORO MISCELE
Classe 4.1 ADR Ordinali 8°/17 n ONU ______ n Pericolo______
Nome della sostanza_______________________
. solido colorato/generalmente con odore percettibile . Solubile in acqua/ insolubile in acqua ( variabile)
Natura del pericolo . Infiammabile, corrosivo . La combustione produce fumi tossici, I sintomi dell'avvelenamento possono manifestarsi dopo alcune ore
. Provoca gravi danni agli occhi e alle vie respiratorie. Effetto irritante sulla pelle.
Protezione personale
. Occhiali o visiera facciale . Indumento protettivo leggero . Guanti di protezione . Calzature di sicurezza . Bottiglia per lavaggio oculare contenente acqua pura . Due segnali di avvertimento, lampada portatile.
Interventi generali del conducente
. Fermare il motore . Non usare fiamme. Non fumare . Segnalare il pericolo con sistemi di avvertimento autoportanti e avvertire altri utenti della strada . Allontanare le persone estranee dalla zona pericolosa. Tenersi sopravento . Avvertire la Polizia Vigili del Fuoco il più presto possibile
Interventi addizionali e/o speciali del conducente
. Effettuare l'intervento solo se non comporta rischio per la persona . Evitare il contatto diretto con il prodotto . Bloccare le perdite se non c'è pericolo . Ramazzare il prodotto fuoriuscito con una scopa evitando di sollevare polvere . Se il prodotto è defluito in un corso d'acqua o in una fogna o si è sparso sul suolo avvisare la Polizia
Incendio
Non tentare di combattere l'incendio che ha coinvolto il carico
Primo soccorso
Se la sostanza ha colpito gli occhi , lavarli immediatamente con molta acqua , continuare il trattamento fino all'intervento medico Le persone che hanno inalato i fumi che si sono sviluppati durante l'incendio potrebbero non presentare subito i sintomi dell'avvelenamento , rimanere sotto osservazione medica almeno 24 ore.
Informazioni supplementari per i servizi di emergenza . Portare il prodotto assorbito in luogo sicuro
. Raffreddare il contenitore/i esposto/i al fuoco mediante irrogazione di acqua . Estinguere con acqua nebulizzata, schiuma o polvere chimica . Non usare getti d'acqua
Telefono e nome della persona da contattare ___________________________________ Esempio di istruzione di sicurezza (Fonte CEFIC)
MATERIE PERICOLOSE PER L'AMBIENTE , SOLIDE
Classe 9 ADR Ordinali 12° c)_ n ONU 3077 n Pericolo _ 90
Nome della sostanza_o del rifiuto _______________________
. solido colorato/generalmente con odore percettibile . Solubile in acqua/ insolubile in acqua ( variabile)
Natura del pericolo . Inquinante per l'aria . Effetto irritante per gli occhi, sulla pelle e sulle vie respiratorie
. Combustibile
Protezione personale
. Guanti di protezione . Calzature di sicurezza . Bottiglia per lavaggio oculare contenente acqua pura . Due segnali di avvertimento, lampada portatile.
Interventi generali del conducente
. Fermare il motore . Non usare fiamme. Non fumare . Segnalare il pericolo con sistemi di avvertimento autoportanti e avvertire altri utenti della strada . Allontanare le persone estranee dalla zona pericolosa. Tenersi sopravento . Avvertire la Polizia Vigili del Fuoco il più presto possibile
Interventi addizionali e/o speciali del conducente
. Effettuare l'intervento solo se non comporta rischio per la persona . Bloccare le perdite se non c'è pericolo . Evitare il contatto diretto con il prodotto . Ramazzare il prodotto fuoriuscito con una scopa evitando di sollevare polvere . Se il prodotto è defluito in un corso d'acqua o in una fogna o si è sparso sul suolo avvisare la Polizia
Incendio
Non tentare di combattere l'incendio che ha coinvolto il carico
Primo soccorso
Sottoporsi a cure mediche quando si avvertono sintomi attribuibili alla inalazione o al contatto della sostanza con la pelle o con gli occhi.
Informazioni supplementari per i servizi di emergenza . Portare il prodotto assorbito in luogo sicuro
. Non lavare la strada con acqua Ulteriori informazioni:
Telefono e nome della persona da contattare ___________________________________ FORMULARIO DI IDENTIFICAZIONE RIFIUTO ( Dlgs 22/97 - Dm 145/98
Numero di Reg. ________ Data di Emissione ____________
Produttore - Detentore:
___________________________________________________________________________ Unità Locale _________________________________________________________________
Trasportatore: ____________________________________________________________________________
Destinatario: ____________________________________________________________________________ Luogo di destinazione: _________________________________________________________
Trasporto di rifiuti non pericolosi prodotti nel proprio stabilimento di : __________________________
Annotazioni: Rifiuto contenente 2927 Liquido organico tossico n.a.s. Classe 6.1 Ordinale 27° lettera b) ADR - imballo 3B1, etichette: 6.1 + 8 La ditta ______________________dichiara :
- che il rifiuto o merce è stata correttamente classificata ed è ammessa al trasporto stradale secondo le disposizioni dell'ADR e che il suo stato, il suo condizionamento, l'imballaggio come pure l'etichettatura sono conformi alle prescrizioni dell'ADR e della normativa nazionale vigente.
Allegata: Scheda istruzioni di sicurezza, certificazione di analisi del rifiuto
Caratteristiche del rifiuto ____
Descrizione del rifiuto _______Fanghi di separazione olio/acqua_ Codice Europero ___/_13 05 02___ _________________________
Caratteristiche di pericolo H06 H08 H14 Rifiuto destinato a : Smaltimento Operazione D9 Caratteristiche chimico-fisiche______________________________
Quantità_____________ Trasporto sottoposto a normativa ADR siX no
Firma del Produttore/Detentore Firma del Trasportatore
Cognome e nome del conducente Targa automezzo___________________ ________________________ Targa rimorchio ___________________ Data inizio trasporto ________________________
Riservato al destinatario Si dichiara che il carico è stato:
- accettato per intero
- accettato per la seguente quantità
- respinto per le seguenti motivazioni
Data ________________ ora __________ Firma del Destinatario