Il testo integrale del comunicato conclusivo dei G8 ambiente di Trieste
COMUNICATO
della Riunione dei Ministri Ambiente del G8 Trieste,
2-4 Marzo 20011. Noi, i Ministri dell'Ambiente degli otto maggiori paesi industrializzati e il Commissario Europeo per l'Ambiente, a seguito del nostro ultimo incontro a Otsu (Giappone) nel 2000, ci siamo incontrati dal 2 al 4 marzo 2001 a Trieste (Italia) per discutere gli argomenti ambientali di maggiore rilievo.
La discussione si è incentrata su tre temi principali: I. Il Cambiamento Climatico; II. Lo Sviluppo Sostenibile nella prospettiva del vertice di Johannesburg 2002; III. Ambiente e Salute.
Invitiamo il Presidente ad inoltrare questo comunicato al Presidente del Vertice di Genova dei Capi di Stato e di Governo.Introduzione
2. All'inizio di questo nuovo millennio, dobbiamo fare il punto sull'insieme delle complesse sfide ambientali globali, che devono essere affrontate con azioni a breve e lungo termine per raggiungere lo sviluppo sostenibile. Condividiamo le forti preoccupazioni per i rischi ambientali del nostro pianeta. Dobbiamo esercitare vigorosamente la nostra leadership per fare fronte a questi rischi in modo adeguato alle nostre responsabilità.
I. Cambiamenti Climatici
A. Promuovere una tempestiva ed efficace azione globale per fronteggiare le sfide del cambiamento climatico
3. "Le emissioni dei gas ad effetto serra e degli aerosol prodotte dalle attività umane continuano ad alterare l'atmosfera in maniera tale da determinare effetti sul clima. Vi sono nuove e più forti prove che il riscaldamento osservato negli ultimi 50 anni è attribuibile alle attività umane. Si prevede che la temperatura media globale della superficie terrestre aumenterà tra 1,4 e 5,8 oC nel periodo compreso tra il 1990 e il 2100. Il tasso di aumento previsto va oltre i cambiamenti osservati nel corso del 20° secolo". (IPCC, WG I, Terzo Rapporto di valutazione - Gennaio 2001).
4. "Studi scientifici dimostrano che la salute umana, gli ecosistemi ed i settori socio-economici (ad esempio l'idrologia e le risorse idriche, il cibo e la produzione di fibre, i sistemi costieri e gli insediamenti umani), elementi tutti fondamentali per lo sviluppo sostenibile, sono sensibili ai cambiamenti climatici - in termini sia di grandezza che di tasso di accrescimento - così come lo sono ai cambiamenti di variabilità del clima" (IPCC, Special Report, Regional Impacts of Climate Change: An Assessment of Vulnerability, 2001).
5. Esprimiamo la nostra preoccupazione per la gravità della situazione indicata dal Rapporto IPCC. Ci impegniamo, alla ripresa della COP6, ad adoperarci per raggiungere un accordo sulle questioni politiche ancora aperte e di garantire, con un favorevole rapporto costi-benefici, l'integrità ambientale del Protocollo di Kyoto, utilizzando al massimo tutte le opportunità, compresi gli incontri ministeriali. La conclusione positiva della COP6-bis è fondamentale per la rapida entrata in vigore del Protocollo di Kyoto. Per la maggior parte dei paesi ciò significa non più tardi del 2002, con spediti processi di ratifica.
6. Riconosciamo l'importanza di continuare le consultazioni su alcune tematiche, quali i "sinks", i Meccanismi di Kyoto, e la "compliance", al fine di gettare le basi per decisioni alla ripresa della COP6. Concordiamo che regole chiare, trasparenti ed efficienti sui Meccanismi di Kyoto sono importanti per raggiungere gli obiettivi del Protocollo, e che un sistema di "compliance" forte ed esaustivo, sostenuto da un affidabile sistema di monitoraggio, reporting e revisione, faciliterà la "compliance" e scoraggerà la "non-compliance".
7. Inoltre, ci impegniamo a fare da guida nelle azioni per rafforzare e attuare i programmi nazionali per ridurre le emissioni di gas ad effetto serra, ed a promuovere e diffondere le tecnologie e le pratiche eco-compatibili nonché le fonti di energia rinnovabile. Inoltre, attendiamo con interesse le raccomandazioni concrete da parte della Task Force del G8 per le energie rinnovabili creata dai Capi di Stato e di Governo al Vertice di Okinawa, come detto nel paragrafo 66 del Communiqué di Okinawa.
8. Raggiungere l'obiettivo finale della Convenzione richiederà sforzi molto più grandi del previsto sia nei paesi sviluppati che nei paesi in via di sviluppo. Riaffermiamo la nostra responsabilità nel prendere la guida nelle iniziative dirette a combattere il cambiamento climatico. Plaudiamo anche a quelle azioni già intraprese dai paesi in via di sviluppo e li incoraggiamo ad aumentare i loro sforzi in questo campo. Riconosciamo l'importanza della "capacity building" e del trasferimento di tecnologie, e del "Clean Development Mechanism" (CDM), al fine di assistere e sostenere i paesi in via di sviluppo nel fronteggiare i cambiamenti climatici.
9. Prendiamo atto dei risultati delle valutazioni dell' IPCC sulla particolare vulnerabilità di alcuni paesi vulnerabili agli effetti negativi dei cambiamenti climatici, in particolare dei piccoli Stati insulari in via di sviluppo e, in generale, di quelli particolarmente meno sviluppati. Prendiamo quindi atto della necessità di continuare ad appoggiare le "misure di adattamento" da parte di questi paesi.
10. Riconosciamo l'importanza della "capacity building" e del trasferimento di tecnologie, e della Joint Implementation (JI), nell' assistere e sostenere i paesi con economie in transizione per fronteggiare il problema dei cambiamenti climatici.
B. Rafforzare le azioni nazionali
11. Tutti i paesi del G8 hanno già preso impegni diretti ad adottare forti azioni nazionali per contrastare i cambiamenti climatici globali. Siamo consapevoli della importanza di poter raggiungere e dimostrare progressi nei prossimi anni. I paesi del G8 forniranno informazioni sulle azioni adottate a livello nazionale in modo trasparente e verificabile, come richiesto dalla Convenzione sui Cambiamenti Climatici. Confermiamo che l'utilizzo dei meccanismi di Kyoto sarà supplementare rispetto alle azioni nazionali.
12. Riconosciamo che un solido consenso é necessario per sostenere le azioni dirette a fronteggiare i cambiamenti climatici, e che tutti i settori della società devono essere coinvolti. Tenere conto delle questioni sociali ed occupazionali è di fondamentale importanza per promuovere il consenso.
13. Utilizzare le opportunità e i vantaggi offerti dal mercato, ed inviare al mercato i giusti segnali, sono importanti fattori per affrontare con efficacia i cambiamenti climatici. I paesi del G8 stanno introducendo misure che includono i meccanismi di mercato per la riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra.
Noi plaudiamo al fatto che molte società private, gruppi della società civile e singoli individui stiano lavorando per ridurre le proprie emissioni. Ci congratuliamo, per esempio, con quelle imprese che hanno adottato programmi volontari, comprensivi di approcci innovativi orientati al mercato. Questi sforzi dimostrano che il settore privato, attraverso lo sviluppo di nuove tecnologie e l'adozione di pratiche energetiche efficienti, può giocare un ruolo centrale nell'affrontare la sfida dei cambiamenti climatici. Ci impegniamo ad incoraggiare e facilitare fin da ora ulteriori azioni volontarie da parte della società civile ed a scambiare informazioni su come sviluppare collaborazioni più efficaci tra pubblico e privato.
II. Lo Sviluppo Sostenibile verso il Vertice di Johannesburg 2002
Preparazione del Vertice Mondiale sullo Sviluppo Sostenibile (WSSD) del 2002
14. I Ministri dell'Ambiente del G8 accolgono con favore la decisione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite A55/199 che accetta l'offerta della Repubblica del Sud Africa di ospitare il Summit Mondiale, e raccomandano che i Capi di Stato e di Governo vi partecipino.
15. Il Vertice Mondiale sullo Sviluppo Sostenibile del 2002 offre una speciale opportunità per esaminare i progressi raggiunti e identificare ed anticipare nuove ed emergenti sfide alle quali dovremo far fronte per raggiungere uno sviluppo sostenibile. Dobbiamo individuare i modi per assicurare che la globalizzazione promuova lo sviluppo sostenibile con il beneficio di tutti. Allo stesso modo, sarà essenziale acquisire i benefici della tecnologia ai fini dello sviluppo sostenibile.
16 . Il Vertice dovrebbe identificare le modalità per promuovere una migliore integrazione e coerenza tra l'agenda dello sviluppo globale, l'eliminazione della povertà e la protezione globale dell'ambiente. Riaffermiamo l'"Environmental International Development Target" dell'OCSE. Il Vertice dovrà adottare decisioni per lo sviluppo di azioni immediate, in particolare nel campo delle risorse idriche ed energetiche sostenibili. In questo contesto ci attendiamo che la Conferenza Internazionale sulle Acque (Bonn 3-7 Dicembre 2001) contribuisca all'agenda del Vertice in questo campo. Inoltre, appoggiamo l'inclusione del tema Salute e Ambiente nell'agenda del Vertice.
17. Riconoscendo che attualmente la maggioranza della popolazione mondiale vive in aree urbane, sottolineiamo l'importanza di promuovere comunità sostenibili, anche attraverso le agende 21 locali. Incoraggiamo l'inclusione di queste tematiche nel Vertice del 2002, e, a questo riguardo, attendiamo i risultati della sessione speciale dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite del prossimo giugno 2001 che dovrà riesaminare l'attuazione dell'agenda sull'habitat (adattamenti umani sostenibili).
18. sottolineiamo inoltre la necessità di integrare le politiche ambientali con quelle sociali ed economiche, anche attraverso l'elaborazione e la formulazione di strategie nazionali di sviluppo sostenibile. Tutti i paesi dovranno, a tal fine, sforzarsi nel mobilitare le proprie risorse interne, sia pubbliche che private. Riaffermiamo il ruolo cruciale della collaborazione tra i Paesi, attraverso il settore privato, approcci basati sul mercato e attraverso la mobilitazione delle risorse internazionali. Ci impegnamo ad assumere la guida nel cambiamento dei modelli di consumo e produzione insostenibili. Le misure identificate devono essere accompagnate da specifici strumenti di attuazione.
19. Sottolineiamo la necessità di essere pronti ed efficaci a tutti livelli della società . Riconosciamo che il coinvolgimento della società civile (cittadini, organizzazioni non governative, organizzazioni dei lavoratori e delle imprese, gruppi indigeni) sarà fondamentale per il successo del Vertice di Johannesburg nel 2002. Il loro coinvolgimento deve essere assicurato per tutto il processo di preparazione, così come per l'attuazione e il controllo dei suoi risultati.
20. Il settore privato ha dimostrato di avere su scala globale un significativo impatto sui trends ambientali, attraverso i propri investimenti e le proprie decisioni in campo tecnologico. Dovrebbe essere perseguito un più attivo coinvolgimento del mondo degli affari nello sforzo di promuovere lo Sviluppo Sostenibile, così come un suo maggiore impegno in favore di una nuova cultura di indirizzo ambientale.
La Governance Ambientale e l'integrazione della politica ambientale nelle altre politiche settoriali
21. Il rafforzamento del governo internazionale dell'ambiente é importante per far fronte alle sfide del 21° secolo ed attuare gli accordi ambientali multilaterali. Un governo efficace e responsabile non solo aiuta a rafforzare la democrazia ed i diritti umani, a promuovere la prosperità economica e la coesione sociale ed a ridurre la povertà, ma è anche fondamentale per aumentare la protezione ambientale e l'uso sostenibile delle risorse naturali, nonché per accrescere la fiducia nel governo e nella pubblica amministrazione.
22. Inoltre, sottolineiamo che le considerazioni ambientali dovrebbero essere tenute presenti durante tutto il prossimo Round negoziaziale dell'Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO), al fine di ottenere un risultato che rispetti gli impegni ambientali sia a livello globale che regionale, e contribuisca all'avanzamento dello sviluppo sostenibile. Il nuovo Round dovrebbe sfruttare al massimo il potenziale di positive sinergie tra la liberalizzazione commerciale, la protezione ambientale e lo sviluppo economico e sociale, includendo la graduale eliminazione dei sussidi dannosi per l'ambiente.
23. Il prossimo vertice mondiale sullo Sviluppo Sostenibile dovrà servire da catalizzatore per incoraggiare idee innovative, basate su analisi credibili e sostenute da una forte volontà politica e da un impegno ad alto livello, su misure efficaci sotto il profilo costi-benefici, per migliorare il coordinamento e l'attuazione degli esistenti meccanismi legali e istituzionali del governo internazionale dell'Ambiente. In questo contesto, rafforzeremo il nostro impegno per assicurare che la globalizzazione sostenga lo Sviluppo Sostenibile.
24. Facciamo appello alle imprese che operano su scala internazionale affinché, con i loro investimenti all'estero, appoggino le Linee Guida per le Imprese Multinazionali dell'OCSE, nonché la Global Compact Iniziative del Segretario Generale delle Nazioni Unite, Kofi Annan, e favoriamo la loro attuazione per promuovere la protezione dei diritti umani, gli standard lavorativi ed ambientali. Le istituzioni internazionali competenti dovranno esaminare quali attività favoriscono tali obiettivi.
25. Sottolineiamo la necessità di migliorare il ruolo di coordinamento dell'UNEP nella gestione internazionale dell'ambiente, e la necessità di favorire scambi volontari di informazione tra tutte le istituzioni ambientali internazionali, allo scopo di assicurare la coerenza, in particolare su base tematica, tra calendari, valutazioni, relazioni su strategie ed azioni, tenendo presente la natura autonoma dei singoli trattati; migliorare le esistenti strutture di cooperazione tra le Convenzioni ed i loro Segretariati, in particolare all'interno di gruppi tematici; rafforzare i legami tra istituzioni ambientali e non ambientali, aumentando in esse la partecipazione della società civile.
26. Plaudiamo la Decisione del Governing Council dell'UNEP (Nairobi, 5-9 Febbraio 2001) che ha istituito "un Gruppo Intergovernativo al fine di intraprendere uno studio globale di valutazione politica sulle esistenti debolezze istituzionali, così come sui per i bisogni futuri e sulle opzioni per rafforzare il governo ambientale internazionale, compreso il finanziamento dell'UNEP". Ci impegnamo a sostenere questo processo e confidiamo che i suoi risultati confluiscano nella preparazione del Vertice Mondiale sullo Sviluppo Sostenibile. La 10a sessione della Commissione per lo Sviluppo Sostenibile, nella sua funzione di organismo preparatorio del Vertice Mondiale, dovrebbe affrontare la questione nel più ampio contesto degli sforzi multilaterali sullo sviluppo sostenibile, con l'obiettivo di aumentare la coerenza nelle politiche e nella loro applicazione.
27. Il rafforzamento del governo internazionale dell'ambiente dovrebbe essere basato sulle strutture esistenti, in particolare l'UNEP, con i propri uffici a Nairobi. Lo scopo è quello di adattarli alle nuove esigenze.
28. Un finanziamento stabile, prevedibile ed adeguato risulta un prerequisito per migliorare il governo delle istituzioni internazionali. Per quanto riguarda l'UNEP, vari metodi potrebbero essere individuati per raggiungere questo obiettivo. Tutti i paesi dovrebbero essere pronti a svolgere la loro parte in uno sforzo comune in questa direzione.
29. Continuiamo a riconoscere i seri effetti ambientali determinati dalla violazione degli Accordi Ambientali Multilaterali (MEAs), e la necessità di prevenirli. Continuiamo ad appoggiare un'ampia partecipazione ed un'effettiva attuazione, nonchè un sistema di "compliance", degli Accordi Ambientali Multilaterali esistenti. E' necessario tenere in considerazione i modi per renderli più efficaci, anche attraverso lo studio di quei meccanismi di "compliance" che risulterebbero più appropriati. Esprimiamo il nostro apprezzamento per le attività in corso in ambito UNEP e nel Gruppo di Lione sulla Convenzione e il controllo dei crimini ambientali, in particolare per le attività che riguardano lo scambio di informazioni e gli altri sforzi cooperativi in materia.
30. Si prende nota dell'orientamento generale dei donatori nel contribuire in modo sostanzioso al terzo rifinanziamento della GEF (Fondo Globale per l'Ambiente), e si riconosce il suo ruolo vitale nel migliorare e proteggere l'ambiente globale così come nell'attuazione delle Convenzioni di Rio e, più recentemente, della Convenzione sugli inquinanti organici persistenti (POPs).
31. I Ministri dell'Ambiente del G8 sottolineano l'importanza e la necessità di promuovere la cooperazione a livello internazionale, regionale e globale tra Stati, organizzazioni intergovernative e non governative, per la conservazione della diversità biologica e l'uso sostenibile delle sue componenti. Noi sottoscriviamo il concetto di sviluppo sostenibile in tutte le aree economiche, sociali ed ecologiche della vita della società, nonché il principio dell'accesso alle risorse genetiche e alla relativa "condivisione dei benefici" sulla base dei relativi accordi internazionali.
32. I Paesi del G8 sottolineano l'importanza della "capacity building" al fine di assicurare la conservazione e l'uso sostenibile della biodiversità. Incoraggiamo i Paesi a migliorare politiche, legislazioni, linee-guida, misure fiscali e di attuazione miranti alla conservazione e all'uso sostenibile della biodiversità.
33. I paesi del G8, inoltre, prendono atto della necessità di aumentare l'appoggio ad un'azione mirata ad assicurare la protezione e l'uso sostenibile degli oceani e delle loro risorse e, a questo riguardo, auspichiamo una prima efficace revisione intergovernativa del programma di azione globale per la protezione dell'ambiente marino.
Linee Guida Ambientali per le Agenzie di Credito all'Esportazione
34. Le Agenzie di Credito all'Esportazione (ACE), data la loro importante funzione nel sostenere le esportazioni e facilitare l'investimento nello sviluppo economico nei progetti infrastrutturali, possono ricoprire un ruolo chiave nella promozione dello sviluppo sostenibile. Le ACE dovrebbero quindi adottare quelle azioni necessarie al fine di assicurare che siano mitigati e minimizzati gli impatti negativi sull'ambiente, a livello locale e globale, prodotti dai progetti da loro assicurati e finanziati.
35. Le potenzialità delle ACE di contribuire allo sviluppo sostenibile dovrebbero essere favorite con un forte ed efficace impegno della comunità internazionale per sviluppare ed attuare rapidamente comuni e vincolanti linee-guida ambientali, al fine di incoraggiare una maggiore integrazione delle considerazioni ambientali nelle decisioni relative di investimento. Queste comuni linee-guida dovrebbero essere basate sulla condotta di altre Agenzie finanziarie multilaterali internazionali pubbliche, come la Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo e la International Finance Corporation (IFC) della Banca Mondiale. Le ACE dovrebbero anche adottare misure comuni per migliorare la trasparenza del loro processo decisionale, inclusi l'accesso pubblico alle informazioni ambientali, la consultazione pubblica e gli elementi principali delle raccomandazioni da parte della Commissione Mondiale sulle Dighe(WCD), in merito ai progetti ACE
36. Noi quindi accogliamo positivamente e richiediamo uno sforzo particolare affinché venga mantenuto l'impegno preso a Colonia ed Okinawa dai Capi di Stato e di Governo del G8 per sviluppare delle linee-guida ambientali comuni per le ACE entro il Vertice G8 del luglio 2001. Noi accogliamo con favore il lavoro effettuato fino ad ora in ambito OCSE verso approcci comuni sull'ambiente e sui crediti all'esportazione concessi da Enti Pubblici, attendiamo il rapporto sul progresso del Gruppo sui Crediti all'Esportazione dell'OCSE al Consiglio Ministeriale OCSE del 2001 e chiediamo, infine, un'adeguata ed urgente attenzione a questa questione per assicurare una sua rapida e positiva conclusione.
III. Ambiente e Salute
37. La protezione della salute umana e la prevenzione delle malattie collegate all'ambiente costituiscono uno degli obiettivi fondamentali della nostra presente e futura politica ambientale. Le nostre politiche in questo campo dovrebbero essere basate sull'approccio precauzionale, come stabilito dall'art. 15 della Dichiarazione di Rio sull'ambiente e lo sviluppo, allo scopo di ridurre gli impatti ambientali negativi sull'ambiente e tenere conto dei rischi per la salute umana. Riconosciamo inoltre la necessità di promuovere azioni mirate ad un'integrazione delle considerazioni ambientali e sanitarie nelle altre politiche.
38. La qualità dell'acqua e la sicurezza dell'acqua potabile continuano ad essere una sfida in molti paesi del G8, e dobbiamo inoltre lavorare collettivamente per aumentare l'accesso all'acqua potabile e la depurazione nei paesi in via di sviluppo e nei paesi con economie in transizione. Il miglioramento della qualità dell'acqua ed un aumento della disponibilità di acqua potabile e di sistemi fognari in questi paesi, dovrebbero essere considerati come priorità nelle politiche di cooperazione in campo ambientale. Ci impegniamo ad aumentare la ricerca, la raccolta dei dati e lo scambio di informazioni sulla valutazione del rischio ambientale e sanitario relativo alle emissioni inquinanti nell'ambiente, con particolare enfasi all'acqua potabile. Confermiamo le disposizioni contenute nel paragrafo 13 del Comunicato dell'incontro dei Ministri dell'Ambiente tenutosi ad Otsu nel 2000, per quanto riguarda la sicurezza dalle inondazioni, siccità ed altri rischi naturali.
39. Il miglioramento della qualità dell'aria, particolarmente nelle aree urbane sottoposte ad un aumento crescente dello smog, del particolato e di altre forme di inquinamento atmosferico, continuano ad essere un'importante sfida sanitaria ambientale alla quale debbono far fronte i Paesi del G8 e altri Paesi. Ci impegniamo a migliorare la raccolta, valutazione e diffusione dei dati sulla qualità dell'aria, nonché a cooperare sulla valutazione dei rischi e su approcci scientifici per ridurre le emissione dei maggiori inquinanti dell'aria e del loro trasporto transfrontaliero.
40. I Ministri del G8 Ambiente considerano la questione della sicurezza alimentare di estrema importanza. Il mantenimento di efficenti sistemi per la sicurezza alimentare e la fiducia che i cittadini ripongono in esso, assume un'importanza fondamentale nella politica pubblica.
41. Sottolineiamo l'importanza del lavoro comune a livello nazionale ed internazionale tra le agenzie ambientali e sanitarie per affrontare le questioni ambientali e sanitarie e rileviamo i successi delle politiche in attuazione della Conferenza su Ambiente e Salute svoltasi a Helsinki e la 3a Conferenza tenutasi a Londra nel 1999. Notiamo anche con piacere che Salute e Ambiente è un tema della riunione dei Ministri dell'Ambiente delle Americhe del marzo 2001. Riconosciamo la necessità di rafforzare la cooperazione tra responsabili politici nazionali in materia di ambiente e salute, nonché di appoggiare la collaborazione tra organizzazioni internazionali settoriali, come l'UNEP la FAO e l'OMS, così come l'integrazione tra i processi internazionali che coinvolgono questioni di salute e ambiente. Riconosciamo anche l'idea che la promozione di partnership tra Governi, industrie o altre organizzazioni ed associazioni costituisce un metodo per migliorare gli standards in questo campo ed assicurare i benefici per la salute pubblica, con particolare attenzione alla gestione dei prodotti chimici.
42. Accogliamo le conclusioni positive del negoziato della Convenzione globale sui prodotti Organici Persistenti (POP's) tenutasi nel dicembre 2000. Aumenteremo i nostri sforzi nell'appoggiare la firma e l'entrata in vigore tempestiva della Convenzione, e della riduzione dell'impatto sulla salute e l'ambiente causato dall'uso di questi prodotti chimici altamente tossici. Siamo fortemente impegnati ad appoggiare e facilitare attraverso l'assistenza tecnica e finanziaria l'attuazione della Convenzione da parte dei paesi in via di sviluppo e dei paesi con economia in transizione. Siamo inoltre impegnati ad attuare progetti internazionali finalizzati a migliorare la nostra conoscenza sull'uso sicuro dei prodotti chimici; dei rischi connessi alla loro produzione, rilascio nell'ambiente e trattamento chimico; nonchè gli strumenti per evitare o ridurre i rischi. Siamo ulteriormente impegnati a livello internazionale a promuovere lo sviluppo di schemi nazionali per la registrazione del rilascio e trasferimento degli inquinanti compatibili tra i paesi. Tali schemi devono avere almeno le caratteristiche identificate nelle Priorità di Azione identificate al III° Foro sugli IFCS e che includano un set di base di prodotti chimici (per esempio prodotti POP's, metalli pesanti, prodotti nocivi per la fascia di ozono), con l'obiettivo di aumentare l'accesso all'informazione, e riconoscendo il diritto all'informazione delle comunità sui prodotti chimici e l'ambiente.
43. Plaudiamo la decisione del Consiglio di Amministrazione dell'UNEP di iniziare una valutazione globale del mercurio e dei suoi composti, e di esaminare la necessità di un approccio strategico alla gestione dei prodotti chimici.
44. Riaffermiamo il nostro impegno a ratificare la Convenzione sulla Procedura di Consenso Informato Preventivo (PIC) di Rotterdam per alcuni prodotti chimici e pesticidi nel commercio internazionale.
Ambiente e salute dei bambini e di altri gruppi particolarmente vulnerabili
45. La protezione della salute dei nostri bambini è un valore fondamentale e condiviso. Riconosciamo la particolare vulnerabilità dei bambini alle minacce ambientali e ci impegniamo a lavorare insieme per fare del nostro meglio per eliminarle. Riconosciamo che la povertà e l'insufficiente protezione dalle minacce ambientali sono spesso congiunte. Lavoreremo insieme per affrontare le minacce più gravi per la salute ambientale, comprese le contaminazioni microbiologiche e chimiche dell'acqua potabile, l'inquinamento atmosferico che provoca la malattia e la morte per asma ed altri problemi respiratori, l'inquinamento idrico, le sostanze tossiche ed i pesticidi. Richiamiamo l'attenzione dei Membri del G8 sulla protezione della salute di quelle categorie di popolazione particolarmente vulnerabili come i bambini, gli anziani, le donne incinte e le persone con le difese immunologiche compromesse esposte a rischi ambientali, le popolazioni indigene che dipendono direttamente dall'ambiente naturale per quanto riguarda cibo e riparo, e di quelle popolazioni gravemente colpite da malattie connesse con la povertà.
46. Conferiamo grande importanza alla Dichiarazione del G8 Ambiente del 1997 sulla Salute Ambientale dei Bambini, relativa alla "particolare vulnerabilità dei bambini e della salute riproduttiva alle minacce ambientali", come contenuto nella Dichiarazione OMS/ECE-ONUdi Londra su Ambiente e Salute del giugno 1999 e nella Risoluzione del Consiglio Cooperazione Ambientale della Commissione Nordamericana sulla Salute dei Bambini e l'Ambiente del giugno 2000.
47. Noi ci impegniamo nuovamente a prendere l'iniziativa per una rapida attuazione delle due Dichiarazioni nei nostri Paesi, nei Paesi in via di sviluppo e nei Paesi con economia in transizione. Attendiamo con favore il Workshop internazionale promosso da Italia ed Usa che si terrà a Roma a novembre del 2001 sullo sviluppo delle strategie per affrontare l'asma infantile. Incoraggiamo inoltre la partecipazione a "Salute Ambientale dei Bambini II": Forum Globale per l'Azione che avrà luogo nel settembre 2001, a Washington DC ed al Summit dell'UNICEF sui bambini che si terrà a New York.
48. A questo riguardo sottolineiamo i rischi connessi all'inquinamento atmosferico delle aree urbane e riconosciamo il rispettivo ruolo a tutti livelli di governo e di iniziative nazionali e regionali per promuovere "città più sostenibili". Notiamo la particolare importanza del traffico e dei trasporti nel contribuire al deterioramento della qualità dell'aria nei Paesi in via di sviluppo e nei Paesi sviluppati; sottolineiamo la necessità di garantire l'integrazione tra pianificazione urbana e regionale e le politiche di innovazione nazionale nel settore dei trasporti, nell'ambito del dibattito su ambiente e salute. Questi problemi vanno affrontati sia dai Paesi in via di sviluppo che da quelli industrializzati.
49. Contiamo sul proseguimento della cooperazione e del dialogo su questi importanti argomenti.
IV. Editto dei leader dei Talebani sulla distruzione di tutte le statue e luoghi di culto in Afghanistan.
50. Consci che la diversità dei sistemi naturali e umani è alla base dello sviluppo sostenibile, esprimiamo il nostro sgomento e shock alla notizia dell'editto dei leader dei Talebani che ordina la distruzione di tutte le statue e luoghi di culto in Afghanistan. Esortiamo con forza i leader Talebani a non attuare questa decisione profondamente tragica e appoggiamo pienamente gli sforzi dell'UNESCO in questo senso. Il ricco patrimonio culturale dell'Afghanistan è di importanza vitale non solo per il popolo dell'Afghanistan, ma anche per il mondo intero.